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Street Photography: L’Esercizio della Panchina che Cambia il Tuo Modo di Fotografare

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Street Photography e il mito dell’a caccia

Per molto tempo la street photography è stata raccontata come una pratica fondata sull’istinto e sulla rapidità. Il fotografo si muove, intercetta, anticipa, reagisce. Questo immaginario ha prodotto una narrazione affascinante, ma anche un equivoco: l’idea che, se non accade nulla davanti ai nostri occhi, sia necessario cambiare luogo.


In realtà lo spazio urbano è attraversato da micro‑eventi continui. Non è l’assenza di accadimenti il problema, ma la nostra impazienza nel coglierli.

È qui che entra in gioco l’esercizio della panchina, un metodo semplice e radicale che ribalta completamente l’approccio.


L’esercizio della panchina

L’esercizio prevede una regola precisa: scegliere un luogo frequentato, individuare una posizione fissa e rimanere lì per 30 minuti senza muoversi. Si utilizza un grandangolo fisso e si fotografa tutto ciò che accade davanti e intorno a noi.

Niente spostamenti strategici. Nessuna caccia alla scena. Nessuna rincorsa.

La rigidità delle regole è intenzionale: elimina gli alibi e costringe a confrontarsi con il tempo, con lo spazio e con la propria capacità di osservazione.


Diventare parte dell’ambiente

Restare fermi modifica la percezione che gli altri hanno del fotografo. Dopo pochi minuti la nostra presenza diventa stabile, quasi neutra. Non siamo più qualcuno che irrompe nella scena: siamo già lì.

Questo abbassa la tensione sociale e permette di lavorare a distanza ravvicinata senza risultare aggressivi. La permanenza genera una forma di invisibilità operativa.


La distanza come lezione

Utilizzando un grandangolo, accadrà inevitabilmente che alcuni soggetti interessanti rimangano troppo lontani. Scatterai comunque, ma riguardando la foto potresti percepire una certa insoddisfazione.


Quella sensazione è parte integrante dell’esercizio.

Accettare la distanza significa accettare che non ogni scena ci appartiene. Significa fare pace con l’idea che la street photography è anche selezione, limite e rinuncia.


Probabilità, tempo e coincidenze

Quando diciamo “non succede nulla”, spesso stiamo semplicemente affermando che non si è verificata la coincidenza che desideravamo. La street photography è incontro tra presenza e probabilità.


Restare nello stesso punto aumenta le possibilità che le situazioni si costruiscano davanti a noi. Le storie non vengono rincorse: emergono.


Cosa allena davvero questo esercizio

L’esercizio della panchina sviluppa alcune competenze fondamentali:


  • Capacità di osservazione prolungata

  • Lettura dello spazio urbano

  • Anticipazione dei movimenti

  • Concentrazione

  • Pazienza e costanza


Sono qualità meno spettacolari dell’azione rapida, ma decisive per una street photography più solida e consapevole.


Conclusione

La street photography non è soltanto movimento. È anche presenza.


L’esercizio della panchina street photography rappresenta un cambio di prospettiva: dallo spostamento continuo alla permanenza intenzionale.


Se vuoi trasformare il tuo modo di fotografare la città, questo è un punto di partenza concreto.


Guarda il video qui sotto per capire come io ho svolto io l'esercizio.



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