Backstage
ICONS, Mostra di Santi Visalli
Ieri sera sono stato alla Wave Photogallery, a Brescia, dove il fotografo Santi Visalli ha inaugurato la mostra ICONS, una retrospettiva su trenta anni del suo lavoro. ICONS è il racconto, attraverso 105 fotografie in bianco e nero, dell'America degli anni '60, '70 ed '80 e dei grandi personaggi e artisti che l'hanno caratterizzata. Da Wahrol a Dalì, da Onassis a Jakye Kennedy, da De Niro a Sinatra, un escursus di facce, un escursus di storie e di aneddoti.
Santi Visalli per me è stato un padre, non solo un maestro, non solo un amico.
Ero approdato da poco a New York, con quella curiosità ma anche quella paura tipica degli emigranti dei primi del 900, anche se per me era il 1995. Mi ero trasferito in America.
Quando conobbi Santi ero poco più di uno "sbarbatello", come ama definire lui stesso tutti coloro che ha aiutato a crescere e a farsi le ossa negli States. Direi che anche per me fu così...
Mi invitò a casa sua, appena fuori New York, ad Hastings. Appena arrivato mi portò nel suo orto, dove coltivava oltre 5 specie diverse di pomodori ed ogni varietà di verdura, mi mise la zappa in mano e mi disse: "Lavora!". Rimasi interdetto, non capivo. Cosa centrava la zappa con la fotografia? Lavorai senza fiatare. Solo qualche tempo dopo capìì l'importanza di quel gesto, capìì che la fotografia aveva molto a che fare con la zappa.
Ho lavorato con Santi per due anni, magnifici, indimenticabili. Sia come assistente giardiniere, che come assistente fotografo. Di lui si potrebbero scrivere fiumi di pagine, soltanto per descriverlo. Mi limito a citare un paio di episodi. Ricordo che passeggiare con lui sulla 5th Avenue di Mahattan, era come stare sul corso principale di Messina, incontrava continuamente persone che conosceva o che lo conoscevano, che lo fermavano, che lo chiamavano, le salutava, scambiava quattro chiacchere, gli prometteva che gli avrebbe portato una qualità speciale di pomodori del suo orto. Parlava a tutti dei suoi pomodori, di quelli gialli a pera, di quelli rossi a ciliegia.
Il giorno del mio matrimonio, a Roma, Santi è venuto insieme a Geyla, sua moglie, e mi ha portato un regalo: la sua Leica, quella che per trenta anni ha fotografato e raccontato l'America al mondo, sulle pagine dei più grossi magazine internazionali.
La mostra di Santi Visalli, rimarrà aperta fino al 15 aprile 2009, alla Wave Photogallery di Brescia (www.wavephotogallery.com)
